Jan 15

Biopharma, Space Factory porta la ricerca in orbita

La società napoletana ha firmato contratto con l’austriaca ADSI: lancerà un minilaboratorio nello spazio per lo studio di rimedi legati alla fertilità

di Vera Viola 15 gennaio 2026
Credit: Nasa
La ricerca biologica e farmaceutica va in orbita. La società Space Factory, che ha sede a Napoli, ha sottoscritto un contratto con l’Austrian Drug Screening Institute (Adsi), per la sperimentazione biopharma in orbita utilizzando il minilaboratorio automatizzato di Space Factory, il MiniLab 1.0. Adsi è ente di ricerca impegnato nello sviluppo e nello screening di nuove molecole bioattive, ed è realizzato in collaborazione con la start up biotech italiana LifeTAIme Srl, che contribuisce con competenze avanzate in biologia degli organoidi e intelligenza artificiale applicata alla fito-ingegneria. Grazie all’integrazione di ricerca spaziale, modelli biologici innovativi e approcci computazionali, l’esperimento “Diana” mira a sviluppare nuovi composti naturali per la prevenzione e il trattamento di disturbi legati allo stress cellulare e riproduttivo. «In orbita i processi cellulari sono accelerati e consentono di ottenere risultati in tempi relativamente stretti – sottolinea Geppino Falco, ordinario di biologia applicata alla Federico II di Napoli -. Studieremo nell’ambito della fitomedicina modelli cellulari tridimensionali per individuare trattamenti per l’endometriosi. Ciò è importante per la tutela della salute degli astronauti che svolgeranno missioni di lunga durata, sia per una ricaduta sulla terra». Space Factory realizzerà tre lanci, il primo dei quali entro l’anno. Il suo ruolo sarà quello di attrezzare il MiniLab 1.0 e lanciarlo in orbita, per collocarlo sulla Stazione spaziale internazionale. La società napoletana (per il 90% controllata dalla famiglia Salza e per il 10% da Graded di Vito Grassi) ha realizzato un fatturato 2024 di 5 milioni e si appresta a chiudere il bilancio 2025 a sette milioni circa. Per il 2026 ha un portafoglio di progetti da realizzare di 12 milioni. Ha un organico di 50 persone di cui 20 dipendenti diretti. Quello della ricerca in orbita è il cor business di Space Factory specializzata nella progettazione e nello sviluppo di microsatelliti con una tecnologia proprietaria di protezione termica, “Irene”, che ne permette il rientro autonomo e controllato dallo spazio, il recupero e riutilizzo. Ha prodotto finora tre generazioni di MiniLab utilizzati per studiare le possibilità di vita nello spazio. Il MiniLab 2.0, che partirà nell’anno, consente il monitoraggio dell’esperimento da remoto, con un semplice tablet. Uno dei progetti più importanti riguarda il lancio in orbita a febbraio 2027 di un satellite proprio,”IREOS-0”, su cui approderà il MiniLab 3.0, bypassando la Stazione spaziale internazionale. Il microsatellite IREOS-0 è stato realizzato con un investimento della società e a un finanziamento di IntesaSanPaolo. Il lancio di IREOS-0 e’ stato finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, così come lo sviluppo del MiniLab 3.0. Con questo laboratorio Space Factory realizzerà sperimenti in assenza di gravità.

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